
Ecco, questa è fotolito.
Perché la macchina da stampa non inventa.
La macchina da stampa riproduce.
Se tu le dai una cosa sbagliata, lei la stampa sbagliata.
Se uno vuole fare le cose per bene, deve fare una serie di cose noiose.
Tipo:
– calibrare il monitor,
– aprire il file RAW,
– convertire in CMYK,
– controllare i profili,
– confrontare con il campione sotto luce giusta,
– stampare la prova colore,
– confrontare di nuovo.
E poi sistemare. E poi riprovare. E poi chiedersi se si può fare di meglio.
Ecco, questa è fotolito.
Non è una correzione al volo.
È un processo con le sue regole.
La postproduzione serve, ma non basta
Uno può anche fare una bella postproduzione.
Con Photoshop, con Capture One, o con ciò che vuole.
Ma se non sa dove va a finire il file, se non sa su che carta verrà stampato, se non ha mai visto una macchina offset da vicino, non basta.
Perché quel verde lì, magari in RGB è brillante. Ma in CMYK su usomano, no.
Quel rosso lì, magari a video ti piace. Ma sulla carta, poi, è un’altra cosa.
E quindi serve la prova colore, che è come una profezia
Si chiama prova colore certificata.
È una stampa fatta apposta per simulare il risultato finale.
Con macchine apposite, carta apposita, profili appositi.
È come una profezia.
Se viene bene, allora la stampa verrà bene.
Se viene male, è lì che bisogna fermarsi.
Correggere.
E solo poi stampare.




























