Bibbia del giubileo - postproduzione CDcromo fotolito
Bibbia del giubileo – postproduzione CDcromo fotolito

La fotografia, da sola, non basta.
Spesso fatica a restituire ciò che vediamo davvero.

La postproduzione quindi non è solo trucco.
Non è l’arte di inventare immagini perfette o patinate, come talvolta accade nella pubblicità.
Serve, al contrario, a restituire la realtà quando la fotografia non ci riesce da sola.

Anche in molte immagini d’arte lo scatto originale è solo un punto di partenza.

Dominanti di colore, luce sbilanciata, perdita di dettaglio: tutto va ricalibrato.
Non per creare qualcosa di falso.
Ma per avvicinarsi il più possibile al vero. Soprattutto quando si stampa.

Come questo mosaico, dove la fotografia originale porta con sé un mondo di distorsioni: dominanti fredde, luci sbilanciate, perdita di dettaglio.

La postproduzione non “abbellisce”: ricostruisce un equilibrio.

Qui, per le immagini del mosaico di Monreale, il lavoro consiste in:
– restituirne la lettura: leggibilità delle tessere, profondità nei blu, dorature, dettagli nei volti.
Correggere la dominante colore originale (probabilmente un eccesso di blu o ciano, dovuto alla luce diurna filtrata).
– Recuperare dettaglio nelle ombre (soprattutto nelle vesti e nelle architetture).
– Esaltare i toni caldi (dorature, carnagioni, vesti rosse) senza bruciare i bianchi.
– Raddrizzare e centrare l’immagine, riducendo la distorsione prospettica e mantenendo i bordi stampabili.
– Applicare un mascheramento per zone per compensare la luce sbilanciata della fonte originale (lato destro illuminato dalla finestra).
– Recupero delle alte luci: i volti e le vesti bianche appaiono leggibili, con un buon controllo del canale luminosità.
– Pulizia e nitidezza controllata: le tessere del mosaico risultano più incise.
– Profilazione accurata: lavoro eseguito con profilazione cromatica certificata (Fogra 39).

Il risultato finale è:
– fedele alla materia originaria (mosaico)
– leggibile e riproducibile in stampa
– calibrato su supporti certificati