La prova colore è l’unico contratto che lega grafico, fotolito e stampatore senza bisogno di avvocati.
L’intenzione è diventata metodo.
Quando il foglio esce dal plotter, che genera la prova colore, le chiacchiere finiscono: lì si vede se il fotolitista ha interpretato bene il pensiero del creativo e se lo stampatore ha i binari giusti su cui correre.
È un patto scritto col pigmento: chi lo ignora non sta risparmiando, sta solo scommettendo sulla fortuna.





























