panchina corta ma spirito battagliero: la quadricromia
Io a volte ci penso, a questa faccenda dei colori.
Che sono quattro.
Nel senso che non sono cinque, non sono dodici, sono proprio quattro di numero: il ciano, che poi sarebbe un azzurro ma non del tutto, il magenta, che è un rosso bizzarro, il giallo, e il nero. Fine.
Una panchina corta che più corta non si può, come quando...
magazine #2 giugno 2026 – da nano banana al cromalin
versione PDF del magazine cartaceo
"da nano banana al cromalin" - #2 giugno 2026
una serie di esempi per mostrare le possibilità dell'ai generativa, senza dimenticare le esigenze per una stampa ad alta risoluzione.
Ma il contenuto resta una responsabilità.
La scelta dei colori resta una responsabilità.
Il processo resta una responsabilità.
Noi facciamo fotolito, per fare delle immagini che non siano solo alta risoluzione...
magazine #1 aprile 2026 – da nano banana al cromalin
versione PDF del magazine cartaceo
"da nano banana al cromalin" - #1 aprile 2026
una serie di esempi per mostrare le possibilità dell'ai generativa, senza dimenticare le esigenze per una stampa ad alta risoluzione.
Ma il contenuto resta una responsabilità.
La scelta dei colori resta una responsabilità.
Il processo resta una responsabilità.
Noi facciamo fotolito, per fare delle immagini che non siano solo alta risoluzione...
quel magenta che tenerezza …
Un magenta che, a guardarlo adesso, ti vien da dire ma come gli è venuto in mente.
A metà degli anni sessanta aprivi Quattroruote e nelle prime pagine, quelle fitte di pubblicità in bianco e nero (Fiat, Innocenti, Lancia) ti capitava all’improvviso questa Simca 1000.
Era quadricromia al risparmio, sì, ma astuta.
Un colore spot dominante (il magenta pieno buttato lì), le...
il risultato finale ha qualcosa in più
La prova colore è uno strumento.
Serve.
Aiuta a definire la direzione.
Permette di verificare la coerenza cromatica, anticipare comportamenti, fare scelte prima della stampa definitiva.
Nulla di più.
Poi si stampa.
E qualcosa cambia.
Succede, più spesso di quanto si dica, che il risultato finale abbia qualcosa in più. Un nero più profondo, un rosso più intenso ad esempio.
Una ricchezza imprevista.
L’interazione tra supporto e colore...
solo colori che si schiaffeggiano
Non abbiamo inventato nulla. Abbiamo ribaltato.
Il disegno è quello di Mario Sironi e l’abbiamo mandato in un’altra epoca, attraverso un processo che mescola serigrafia pop, quadricromia e litografia.
Niente sfumature, solo colori che si schiaffeggiano: giallo contro nero, magenta che taglia il blu. Meno ombra, più contrasto.
Il processo: tra stampa litografica e gesto pittorico
Dietro questo risultato c’è un metodo, un...
Andy Warhol – time capsule
Andy Warhol e l’intelligenza artificiale si somigliano molto!
Parallelo intrigante e nemmeno troppo forzato.
Andy Warhol, con il suo processo artistico basato sull'accumulo, l'archiviazione e la rielaborazione di immagini della cultura pop, anticipava il funzionamento dei moderni sistemi di intelligenza artificiale per la generazione di immagini.
1. Accumulo di dati (o immagini).
2. Rielaborazione.
3. Celebrazione della ripetizione e del consumo (I programmi di...
una stampa perfetta nasce da una prova imperfetta
Tema: perché la prova colore, per definizione, non può mai essere perfettamente fedele, e perché va bene così.
La stampa offset è un patto tra previsione e realtà.
E la prova colore è il primo tentativo di mantenerlo.
Ma ecco il paradosso:
La prova è imperfetta. Sempre.
- Non è fatta sulla carta di stampa.
- Non usa gli stessi inchiostri.
- Non passa dalla...
stampatore con le bretelle in quadricromia
Lo stampatore con le bretelle in quadricromia lo sa, e noi con lui, non è una gran scoperta, è una cosa risaputa, banale.
Ma è proprio in questa semplicità che si nasconde il cuore della stampa: qui, tra il ronzio della macchina e l’odore della carta, modernità ed esperienza si tengono per mano.
Alle sue spalle, c’è una bestia di metallo...
le Nozze di Cana: uno scatto in alta risoluzione
Venezia, 1563. Veronese dipinge questa scena gigantesca – quasi dieci metri di larghezza – per il refettorio del monastero di San Giorgio Maggiore.
La storia è sacra, ma l’atmosfera è decisamente mondana: un banchetto affollato, vestiti sontuosi, piatti ricolmi, servi indaffarati.
E nel bel mezzo, Gesù che trasforma l’acqua in vino.
Una tela che più che un dipinto sembra un’istantanea scattata con...






































