
Non abbiamo inventato nulla. Abbiamo ribaltato.
Il disegno è quello di Mario Sironi e l’abbiamo mandato in un’altra epoca, attraverso un processo che mescola serigrafia pop, quadricromia e litografia.
Niente sfumature, solo colori che si schiaffeggiano: giallo contro nero, magenta che taglia il blu. Meno ombra, più contrasto.
Il processo: tra stampa litografica e gesto pittorico
Dietro questo risultato c’è un metodo, un processo che richiama la litografia, la quadricromia, la serigrafia manuale.
1. Il disegno scheletrico
Si parte con una traccia in bianco e nero su foglio da disegno. Essenziale, schematica, un’impronta.
2. La colorazione manuale
Qui interviene Giorgio Cavicchio (classe 1939), cromista e fondatore di CDcromo, uno che il colore l’ha sempre trattato secondo le regole della quadricromia tradizionale, dove le tinte si fondono per sintesi sottrattiva.
Ma questa volta no. Acrilici stesi a mano, senza sfumature, senza dissolvenze. Un gesto che nega la fusione dei colori e punta tutto sulla separazione netta.
3. Scansione ad altissima risoluzione
L’immagine viene acquisita digitalmente, ogni pennellata trasformata in dati, senza perdere la materia del gesto, come nella tradizione litografica, dove la grana della pietra resta visibile anche nella stampa finale.
4. Intervento digitale: il nero al tratto
In Photoshop il nero viene reinserito quasi al tratto, alla maniera della serigrafia di Warhol. Il nero non accompagna, non sfuma, ma separa, incide, impone i contorni. Come nel processo serigrafico a più passaggi, dove ogni colore si deposita in modo autonomo, mantenendo la propria identità.
5. Stampa di grande formato su plotter
Infine, il file viene portato in stampa. Un plotter di grande formato, inchiostri a pigmento, carta opaca. La materia dell’immagine viene restituita su larga scala, con colori netti, slegati dalla sintesi cromatica della quadricromia offset.
Un processo che parte dalla quadricromia ma la nega, rifiutando la fusione del colore e alla fine ristampato (in quadricromia!).
Un tentativo di far incontrare Sironi e Warhol, l’icona urbana che si fa “serigrafia” pop.